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« Marzo 2005 | X Blog | Maggio 2005 »

20.04.05

Oltre i tuoi limiti

La donna è in piedi davanti alla finestra che da su un giardino spoglio a causa dell'autunno inoltrato. Guarda la luce dell'imbrunire che in questi giornate grigie e spente sembra arrivare sempre prima. Ha la fronte appoggiata al vetro freddo come per cercarvi refrigerio. forse mentale. x4x

Si muove leggermente, sposta il peso da un piede all'altro, come in preda al nervosismo, ad un'eccitazione sottile e persistente. A tratti si volta e getta uno sguardo al suo cellulare. Sa che è acceso e sa che se dovesse squillare lo sentirà. Ma non può impedirsi di cercarlo con lo sguardo come in attesa che l'oggetto prenda vita. Eleonora è in ansia, perché non telefona si chiede costantemente. Vuole desidera quella telefonata eppure la teme. Eleonora sa che quella telefonata agognata e temuta arriverà quanto prima, ma vorrebbe che almeno l'attesa terminasse. Per poi poter pensare al seguito. Rivede con la mente il momento in cui il suo Padrone le aveva detto."questo weekend Eleonora dovrai superare un altro limite piccola. Dovrai seguirmi OLTRE". Eleonora non sa quale limite il suo Padrone voglia farle superare questa volta. sa che come sempre lui la guiderà con il fisico e con la mente. ma sa anche che per lei sarà difficile superarlo, molto difficile ma che dovrà riuscirci, che vorrà riuscirci per fare felice il suo Padrone. E' solo questo che oramai conta per Eleonora, rendere felice, orgoglioso il suo Padrone è la sua priorità in questo momento della sua vita. Drinnnnn..Drinnnnnn.. ecco il telefono sta squillando..Eleonora si volta di scatto. Con mano tremante prende il cellulare. La sua voce calda profonda dolce e severa. Quella voce che Eleonora ama. "Ciao piccola. Sei pronta per stasera?? Ci troviamo al solito posto..preparati con cura mi raccomando. Ti voglio bellissima e curata come sempre. Voglio il vestito lungo da sera quello che ti ho regalato io, scarpe col tacco altissimo e niente intimo. A dopo piccolina!" Ecco come sempre non le ha dato nemmeno il tempo di dirgli qualcosa. ha ordinato. perché sa che è questo che Eleonora vuole, sa che è questo ciò di cui la donna ha bisogno. Per Eleonora il suono secco della sua voce che le da ordini è come un' interruttore che venga premuto nella sua testa. automaticamente da donna forte e decisa. Si ritrova ad essere la slave, creta nelle mani del suo Padrone, pronta ad eseguire ogni ordine, a sopportare ogni umiliazione, pronta a sopportare le punizioni che lui vorrà donarle.. Pronta ad offrire tutta se stessa corpo e mente al suo Padrone ben conscia che solo questo le porterà felicità. Eleonora è pronta da alcuni minuti.. in anticipo come sempre si guarda allo specchio con aria critica. Gli piacerò? Sarò come lui mi immaginava? Riuscirò a soddisfarlo? Questi pensieri e mille altri affollano la mente della giovane donna, ogni qualvolta sa che deve incontrarsi col suo Padrone, questa insicurezza la fa diventare ancora più indifesa nei confronti della crudeltà mentale che a volte un Padrone ha verso la sua slave per temprarla per farla crescere insieme a lui. Ecco è giunto il momento di andare..Eleonora afferra la piccola borsetta da sera e corre verso la sua auto. è felice ansiosa curiosa eccitata ed impaurita. Una paura buona sana.. che la mette in uno stato di attesa vigile e consapevole. che le fa temere e desiderare il momento in cui verrà messa alla prova. che le darà la forza di superarla questa prova e renderla orgogliosa di esserci riuscita.

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Lo vede, vede la sua macchina coi fari accesi come sempre. Un colpo al cuore sordo.. tutte le volte lo avverte.. un segnale di gioia ed emozione..perché è questo che Eleonora cercava disperatamente ed è questo che il suo Padrone le da. Emozioni allo stato puro. Sale in macchina . Lui l'accoglie col suo bel sorriso. Ancora adesso Eleonora che si considera una ragazza normale ne bella ne brutta non si capacita di come quell'uomo bello ma soprattutto affascinante e colto abbia potuto scegliere lei come sua slave. Le risulta ancora incomprensibile ma è grata al destino per questa fortuna. "Ciao piccolina. Sei bellissima lo sai?? Vedo che come sempre hai obbedi to ai miei ordini.. Brava la mia piccolina. ELEONORA! FAMMI VEDERE SOTTO IL VESTITO PICCOLA CAGNA SU!" Il repentino cambio del tono della sua voce è per la giovane donna come uno schiaffo sul viso. Le mozza il respiro. Le fa aumentare e pulsazioni del cuore. Ecco ciò di cui ha bisogno. Con mano tremante Eleonora alza il vestito per far vedere che sotto non porta intimo. Lo guarda e sa. Lui non ha bisogno di chiederle altro. Eleonora sa già cosa deve fare per il suo Padrone.. Allarga le gambe il più possibile per fargli vedere il suo sesso che tende ad aprirsi come un fiore dall'eccitazione. Sa di essere già bagnata. E sa che lui ama vederla così eccitata. Che lui ama sapere di avere una piccola cagna eccitata per le mani. La mano di Eleonora si avvicina al proprio sesso. Lo sfrega dolcemente per raccogliere gli umori. Infila un dito poi due. Li muove piano poi sempre più veloci. Sa che lui la sta osservando ammirato dalla sfacciataggine con la quale la donna si masturba davanti a lui. Ricorda come erano difficili le prime volte per lei riuscire a farlo. E adesso come le venga naturale farlo per lui. Solo per lui. Poi lentamente la donna sfila le dita dal proprio sesso e le porta al viso. Sa quello che lui vuole. oramai le basta un suo sguardo per sapere ciò che deve fare. E' come soggiogata dal suo sguardo. una volta acceso l'interruttore fa si che Eleonora dimentichi ogni pudicizia ogni vergogna. Ma solo per lui. Eleonora annusa il proprio odore. E poi piano infila le dita in bocca.. succhia e lecca via tutti i suoi umori. Sa che lui adora vederle fare questo. sa che lui è orgoglioso della sua piccola slave. "Basta Ele, basta così per adesso piccola" Le dice il suo Padrone, la accarezza sul volto. E' sempre così dosa dolcezza e durezza in modo superlativo che fa impazzire dalla gioia la donna. Eleonora sta in silenzio durante il tragitto. non sa cosa l'aspetta ne può immaginarselo. Sa solo che ha ancora molti limiti da superare ma non riesce ad immaginare quale sarà il prescelto. La macchina si ferma davanti ad un teatro. Eleonora comincia a preoccuparsi. Sa che il suo vestito è praticamente trasparente ..che si vede benissimo che è senza intimo. Non pensava certo di dover andare a teatro. sa che tutti vedranno che lei è nuda sotto. ecco uno dei limiti della donna la paura di essere guardata notata. il pubblico la spaventa. Non è per nulla esibizionista e lui lo sa. La fronte della donna si imperla leggermente di alcune goccioline di sudore. Il cuore palpita più veloce.

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ui si gira a guardarla le sorride dolce sicuro. "Sei contenta piccolina che ti porto a teatro?? Hai sempre detto che tu ami il teatro volevo farti una bella sorpresa!" Esce dalla macchina e le apre la sua portiera galante come sempre sa esserlo lui. Eleonora tentenna ad uscire. Ha paura . una paura forte irrazionale. "allora Eleonora vuoi deciderti ad uscire. Cagna!".. la frase è detta a voce non troppo alta ma abbastanza perché le persone loro vicine si girino ad osservare a chi erano dirette quelle parole dure ed offensive. Eleonora è piena di vergogna ma sa che deve uscire. Esce dall'auto con un movimento fluido leggero . In piedi sembra una statua il vestito la fascia completamente non lasciando nulla all'immaginazione. La gente la guarda bisbigliando. Sa cosa stanno dicendo di lei. Che è una poco di buono a presentarsi a teatro praticamente nuda. Lui la guarda sorridendole dolcemente, le sfiora una guancia con la mano. Lei sa cosa vuole. Testa alta e busto ben diritto, portamento altero, cammina al suo fianco come una regina, sicura di se. Ma soprattutto fiera di essere ciò che è . La sua cagna, la sua slave! "Brava piccola non mi deludi mai" le sussurra all'orecchio e questo basta ad Eleonora per dimenticarsi di tutto e di tutti ed essere felice. Eleonora si tranquillizza, seduta nel loro palco si sente più serena li nessuno la vede almeno. Ecco pensa è questo il limite si stasera, un limite che posso superare tranquillamente. ma all'improvviso un pensiero si insinua nella sua mente.. Mai essere troppo certa del proprio Padrone.. Lui glielo dice sempre..mai dare per scontato nulla. e la donna sa che la serata non è ancora finita. Iniziano a seguire l'opera.. Eleonora è rapita dalla musica come sempre. lui la guarda la osserva felice di ciò che vede. una giovane donna bellissima e dolcissima che volontariamente si è consegnata nelle sua mani per potergli dare il massimo del piacere per poter essere sottomessa dalla sua mente dalla sua volontà. E felice di farlo. All'improvviso si avvicina lentamente all'orecchio della donna le sussurra.."cagna in ginocchio subito e prendimelo in bocca.non devi fare nulla solo tenerlo nella tua bocca fino a che lo dirò io" Eleonora sussulta. è impaurita e imbarazzata.ha paura che dai palchi vicini o che persone con i binocoli possano accorgersi di quello che deve fare. ma nonostante questo non le viene mai in mente l'idea per lei assurda di dire NO non lo faccio.. Ubbidiente e felice di esserlo si gira si inginocchia davanti al suo Padrone, prende il suo sesso in mano e se lo infila in bocca. Gioiendo della sensazione di avere la bocca piena fino in gola del sesso del suo Padrone. "Brava la mia puttanella . si sente dire.. Adesso rimarrai così fino alla fine dello spettacolo.. Sei la mia piccola cagna lo sai??" Eleonora sa che sarà durissima rimanere in quella posizione così a lungo. sente il suo odore l'odore del sesso del suo Padrone nelle sue narici le arriva al cervello dove esplode provocandole fitte di piacere tra le gambe socchiuse, sente che si bagna sempre più.sente i suoi umori colare sulle sue gambe.. Ogni tanto lui le domanda se sta bene in quella posizione .. "come va piccola? È faticoso?" e al suo cenno di assenso."ma non importa vero troietta? A te piace stare così per me vero??" e la donna non può fare altro che assentire.perché è vero lei adora sentirsi usata ed umiliata in quel modo. solo così si sente desiderata ed importante per il suo Padrone. perché è questo che lui vuole ed è questo che lei vuole dargli..tutta se stessa da usare a suo piacimento per il loro reciproco piacere.

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Qualche minuto prima dell'intervallo lui le ordina di alzarsi e di seguirlo al bagno. Eleonora è interdetta ma come sempre non dice nulla e lo segue docile. sempre con il suo atteggiamento fiero da slave.. Ma gli occhi sempre bassi a testimoniare la sua sottomissione all'uomo che le sta davanti. Arrivati davanti alle porte dei bagni Eleonora sta per infilarsi in quelli femminili, ma viene subito fermata da un comando secco.. "SEGUIMI CAGNA". Eleonora trema..deve andare nel bagno degli uomini.. È terrorizzata dalla vergogna e dalla paura che qualcuno dica qualcosa.. Non sa cosa fare. ma sa che deve ubbidire.. Lo segue tremante non osa guardarsi attorno.. Sente che ci sono persone dentro e sa che la guarderanno. Lui va dentro un bagno e la fa entrare dietro di se. nessuna parola non un sorriso. il suo sguardo è dura deciso. Eleonora trema dalla gioia dall'eccitazione e dalla paura. "Appoggiati alla parete sbrigati!" Eleonora appoggia le braccia aperte alla parete davanti a lei sopra la tazza del wc. Allarga le gambe per stare meglio in equilibrio. Lui le solleva il vestito . Ammira le rotondità piene delle natiche.le accarezza piano pregustando ciò che sta per fare. Eleonora trema dentro di se. ha paura di aver intuito ciò che il suo Padrone vuole fare. Le fustigate. Ecco un altro dei suoi limiti terribili.. È terrorizzata dal dolore. "Adesso piccola slave dovrai provare qualcosa di nuovo".le dice. "ma guai a te se sento anche un solo gemito uscire da quella bella bocca hai capito?. per ogni gemito che farai verrai punita ulteriormente hai capito??" Eleonora sussurra un si appena percettibile. "bene brava bambina" e all'improvviso la donna sente un colpo arrivarle sulla natica destra. Un dolore bruciante ma sopportabile.. "signore ti ringrazio" pensa Eleonora "non mi sta fustigando. Usa solo le mani. Quelle posso sopportarle".. Le vengono somministrati almeno una trentina di ceffoni sulle natiche a forza crescente. Il dolore si mischia al piacere di sentirsi così umiliata e sottomessa. il suo sesso gronda umori sulle sue cosce spalancate. istintivamente sporge il sedere all'infuori come per offrirlo alle mani dell'uomo. "non penserai sul serio che sia finita qua vero puttanella??".la sua voce dura e crudele la riporta alla realtà.si rende conto di dov'è..che tutti gli uomini nel bagno possono sentire ciò che le viene fatto. sente un sibilo all'improvviso. un sibilo sinistro che fende l'aria.. "adesso dovrai contare cagnetta.ti darò venti colpi. dovrai contarli a voce alta e chiara..e guai a te se fai un gemito!" Il primo colpo si abbatte come una rasoiata sulle sue teneri carni. Sembra che qualcuno le abbia lacerato la pelle. Il dolore è bruciante intenso. Sembra insopportabile. Eleonora apre la bocca per prendere una boccata d'aria e questo sembra portarle un leggero giovamento.."uno" dice con voce rotta ma riesce a non emettere alcun gemito.. "due.Tre...quattro." le fustigate sono sempre più forti e dolorose ma la forza d'animo e l'orgoglio della donna le impediscono di gemere..riesce ad imporre a se stessa di dire solo il numero della fustigata."venti" .. finalmente pensa la donna questo dolore atroce è finito. Improvvisa le arriva un'altra frustata."ventuno"..è già preparata a riceverne altre senza protestare minimamente per il fatto che lui ne aveva menzionate solo 20.

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E invece finisce. La ventunesima sferzata è stata solo un test che lei ha superato brillantemente lo può capire dal sorriso soddisfatto del suo Padrone. Tutto finisce all'improvviso come era iniziato... Eleonora sente la sua pelle arrossata e dolorante. Sa che è segnata dai colpi. E questo stranamente la rende felice e orgogliosa. Vorrebbe che tutti vedessero quei segni. Perché sono il segno che lei appartiene al suo Padrone! "Girati"..la donna si gira con gambe malferme.."siediti sulla tazza adesso. E sai cosa devi fare". Oddio pensa Eleonora ti prego questo no. Non ci riuscirò mai.. Posso sopportare il frustino. ma non riuscirò mai a fare pipì davanti a lui. Lo sa bene. Perché vuole umiliarmi così a fondo quando sa benissimo che non ci riuscirò mai.. Abbiamo già provato mille volte ma. non ci riesco. Eleonora è terrorizzata e preoccupata.. Non sa come fare.. Lui le afferra i capelli. La tira verso il suo sesso e glielo spinge fino in gola. La sta scopando in gola adesso.. Eleonora sente i conati che l'afferrano cerca di divincolarsi ma è stretta a lui e non sa come fare.."Toccati la fica piccola cagna. Cerca di fare pipì mentre ti procuri piacere e mentre il tuo padrone sta per venirti in gola"...Eleonora comincia a toccarsi.. Il fatto di sentirsi così degradata..in un bagno pubblico con uomini che sicuramente immaginano cosa le sta succedendo.. Consapevole di essere un oggetto . ma un oggetto amato e desiderato. le fanno esplodere lampi nel cervello. sente piacere allo stato puro..dimentica tutto e tutti. Sente solo quel cazzo che le sta violando la bocca.e il piacere che si sta donando con le proprie mani. Ed ecco all'improvviso l'orgasmo che esplode...e la pipì che comincia ad uscire dalla sua fica spalancata sulla tazza. Le prime goccioline e poi come una fontanella... Nello stesso momento sente il piacere del suo Padrone esploderle nella gola...Un momento bellissimo per la slave.. Ha soddisfatto in pieno le aspettative del suo padrone lo sa. Ma non può impedirsi di guardarlo negli occhi e di implorarlo silenziosamente di dirle qualcosa. di dirle se è stata abbastanza brava. Se è riuscita a soddisfarlo come lui voleva. "sei fantastica piccolina. Non avevo dubbi. Non ne avevo mai avuti. tu sei la mia slave adorata. Alzati che torniamo a vedere il resto dell'opera" Eleonora sa che deve superare l'ultima prova.. Uscire da quel bagno in disordine accaldata violata fustigata e umiliata ma immensamente felice..e passare davanti a tutte quelle persone che la guarderanno con compassione o forse con invidia. Perché quello che lei ha provato in quei momenti quelle emozioni così intese e forti così totali. Forse loro non le proveranno mai.. Chiusi nei loro falsi moralismi e nei loro pregiudizi.

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Postato: 20.04.05 18:45

08.04.05

Il rientro a casa

Navigando su Internet ho "scoperto" questo sito dove ho potuto constatare che è un’esperienza abbastanza diffusa quella di vedere la propria moglie mentre sta scopando altri uomini e come questo sia una fonte di piacere per il marito… Porno

Vorrei anch’io raccontare la nostra storia Devo ammettere che scopare è un piacere che, appena ne ho l’occasione, non mi lascio sfuggire La mia dolce metà ha sempre sospettato dei miei tradimenti ma non ha mai detto nulla, accettando le mie scuse per le notti tirate tardi, qualche volta anche passate fuori fino a quando, anche lei con la scusa del lavoro, ha iniziato qualche a rientrare tardi. Ho immediatamente immaginato che, forse stanca di essere spesso sola o forse per punirmi dei miei tradimenti, ha deciso di avere una sua storia; con sorpresa mi sono, tuttavia, accorto che la cosa non mi ha disturbato ma, al contrario, eccitato. Ogni volta che lei ritornava tardi, mi ritrovavo regolarmente a fare l'amore e lei ci stava senza troppe storie, forse presa dai sensi di colpa. L'idea di baciarle la figa che ancora odorava del cazzo di un altro mi eccitava. Mi accorgevo che fare l'amore in quelle occasioni era più libidinoso del solito. Poco alla volta ha accettato che le penetrassi anche il culo, prima con il dito poi con l'uccello. La troietta si era bene abituata. Una sera l'avverto che per lavoro, dovrò fare molto tardi e che, forse, non rientrerò. Riesco, tuttavia, a sbrigare l'impegno in tempi ragionevoli e decido di rientrare a casa. E' circa mezzanotte e, dopo aver messo la macchina in garage, sto aprendo la porta di casa quando questa si apre e c'è mia moglie, in vestaglia appena allacciata, mi chiede di non rientrare. E' appena imbarazzata ma non più di tanto. Intuisco che non è sola, le dico che non c'è problema, tornerò più tardi.

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Mi sento euforico, fingo di allontanarmi con la macchina ma, senza farmi sentire, ritorno indietro a piedi e, attraverso una fessura della tapparella della camera, riesco a intravedere (la luce è soffusa) la cara mogliettina, china su un corpo nudo, la sua lingua sta scorrendo sul suo cazzo, quando arriva alla cappella lo prende in bocca e le sue labbra, a quel punto, lo circondano ed io immagino i suoi denti dolcemente stringere la carne di quell’uccello (e pensare che non le era mai piaciuto più di tanto). Sono eccitato, ho il cazzo duro ed avrei voglia di menarmelo continuando a guardare la scena tanto è inebriante (un conto è immaginare la propria donna che ha scopato con qualcuno, altra cosa è vederla mentre sta facendo l’amore con uno sconosciuto). Immediatamente decido che è forse venuto il momento di dare anche a lei il piacere di farsi vedere mentre prende il cazzo di un altro e magari di fare l’amore tutti insieme! C’è naturalmente l’incognita di lui: ho solo intravisto il suo corpo ma, credendo di sapere chi è e conoscendo la sua fama di dongiovanni, spero stia al gioco. Cercando questa volta di non fare rumore, rientro nuovamente in casa. Mi affaccio in camera; lei sta scopando a "smorzacandela" e mi intravede: per un attimo sul suo viso compare un’espressione impaurita ma io le faccio immediatamente cenno che tutto è "OK". Riprende a sorridere e, continuando ad andare su e giù sul suo cazzo sempre dentro, si inchina su di lui sussurrandogli di lasciarsi trasportare dalle onde del piacere; gli annuncia la mia presenza rassicurandolo di non preoccuparsi perché, al contrario, la cosa sarebbe stata ancora più eccitante.

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Ora vedo il viso di lui, è la persona che immaginavo, mi strizza l’occhio e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, mi dice che ho una moglie stupenda, che scopa divinamente, invitandomi ad unirmi. La luce soffusa della stanza è perfetta per la scena ed io, che nel frattempo mi ero tolto ogni indumento, mi ritrovo con il mio cazzo già abbondantemente duro nelle mani di lei. Le vado dietro, la piego dolcemente e le infilo il mio uccello nel suo culetto (dopo averlo slinguettato e ben bagnato ma già era pronto a ricevermi). Ora le mie dita stringono il cazzo di lui che la sta penetrando. Mi accorgo che non ha il preservativo ma sentire la carne calda dell’uccello, le sue vene che pulsano ed immaginare le sensazioni che deve provare quella troia di mia moglie sentirlo senza protezione non fa che aumentare l’eccitazione. Le mie mani lo accompagnano nei suoi colpi, accarezzano la sua clitoride, avrei voglia di essere io a scoparla ma le lascio il piacere di farsi vedere essere presa, la sua eccitazione è al massimo ed io, che l'ho fatta piegare per essere inculata, ho di fatto accompagnato la sua lingua nella bocca di lui che la bacia mentre le mie mani le strizzano i capezzoli. Devo uscire per non venire, non voglio consumare la mia eccitazione, deve durare il più a lungo possibile (ed in genere ci riesco ma vedere mia moglie scopare, godere, baciare un altro, mi fa perdere ogni capacità di controllo e salire la libidine al massimo). Incomincio a baciarle la figa mentre sfilo il cazzo di lui, è la mia lingua ora a penetrare la sua bocca, le mordicchio le labbra, lei le mie, le sue mani prendono il mio uccello per accompagnarlo dentro il suo corpo oramai senza più segreti.

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I ruoli si sono invertiti: lei mi è sopra, le nostre lingue accarezzano ogni parte delle nostre bocche, lui da dietro le ha infilato il suo uccello nel suo buco oramai aperto. Io la pompo, lui entra ed esce, le punte dei nostri cazzi quasi si toccano, tutti e tre oramai siamo al massimo dell'orgasmo e, quasi assieme, esplodiamo con gli uccelli che schizzano in abbondanza il loro latte. Oramai spossati ci abbandoniamo sul letto ma lui, con il cazzo ancora turgido e gocciolante di sperma, non vuole rinunciare a penetrare nuovamente il suo sesso rosso e turgido, bagnato ed aperto. Lei, completamente abbandonata, non oppone resistenza, si fa prendere, accarezzare, titillare la clitoride per poi, lentamente ma progressivamente, iniziare a spingere per essere presa sempre più profondamente, assaporare tutto il cazzo che la sta penetrando, non importa quale, ed iniziare nuovamente a mugolare di piacere. Anch’io, osservando la scena, sento l'uccello che torna a farsi duro. Il gioco riprende...Questa esperienza ci ha cambiati, aggiungendo una nuova dimensione alla coppia: per la verità, all’inizio l’argomento è stato un tabù (il mattino dopo quella notte favolosa, avevamo un certo imbarazzo a guardarci…) poi, poco alla volta, abbiamo iniziato a parlarne, a dirci cosa ci ha spinto a farlo, a raccontarci le bellissime sensazioni provate, ed ora, quando ne abbiamo l’opportunità (per la verità raramente: le persone giuste sono difficili da trovare) non ci lasciamo sfuggire l’occasione.

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Avevo un’unica amica che invidiavo dall’alba al tramonto e soprattutto di notte quando sola andavo a dormire, mentre lei vestita di fiori passava le ore sui divani, spartendo le gambe a sguardi e carezze fino a quando la frenesia di maschio non può più trattenersi, e suddita cede salendo le scale. Margherita aveva gli stessi miei anni, ma una vita più disgraziata che l’aveva condotta già pronta ed esperta dentro quella casa di bambole. Nei momenti da sole mi dava consigli, mi spiegava per filo e per segno di come si doma una voglia dando a vedere il contrario, di come s’accalappino gli uomini ospitandoli il prima possibile dentro un ventre di donna, perché, da quando è nato il mondo, è la loro unica conquista, l’unico trofeo, che se potessero lo imbalsamerebbero appendendolo al muro. Perché una volta che è dentro una puttana può già riposarsi, pensando ad altro o a niente, in attesa che esploda il liquido maschio, convinta d’aver fatto a pieno il proprio dovere. Lei veniva a trovarmi dopo aver fatto l’amore, dopo che l’uomo di turno l’aveva conciata di santa ragione, tanto da non potersi sedere o accavallare le gambe tenendole aperte per tutta una notte. A fatica s’appoggiava sul bordo del letto e mi bucava la pelle con le sue unghie lunghe già rosse, con le sue mani che odoravano ancora di sesso di maschio, con le sue dita appiccicose di seme raffermo, ma piene di brama che al tempo credevo di sola amicizia. Negli anni, col corpo pieno di nausea e uomini, ho ceduto alle sue grazie fino ad essere ora testarda e convinta che solo una donna può scoparti anima e corpo, può scavarti in profondo dove nessun pene potrebbe mai arrivare. Ma al tempo, alla bella signora non chiedevo altro, solo che la voglia di chiunque sarebbe stato il fortunato, fosse acerba come la mia, come il sapore delle pere rubate all’albero prima del tempo. Di notte, tra i sospiri delle altre stanze, l’immaginavo soldato con la foto nella tasca del petto di sua madre lontana, che, come ospite inatteso, mi chiedesse permesso prima d’entrare. Era bello il mio soldato, unico uomo al mondo che nel sogno non rideva davanti alle cosce vergini di una puttana, davvero intatte in qualsiasi parte il suo desiderio si fosse posato. Ogni sera mi pareva di sentirlo, mi chiedeva se era giunto il momento, se non fosse per caso quella la notte che la mia padrona aveva deciso. Mi baciava e m’accarezzava fino a sentire le sue dita tremanti e leggere, proprio uguali alle mie! E poi tornava impalpabile trattenendosi sopra la mia parte più umida ormai pronta a darsi oltre quel sogno che ricorreva di notte sopra quel letto.

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Postato: 08.04.05 17:28

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